Bourgogne Cote d’Or Pinot Noir 2023 – Pierre Morey

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Un “baby-Volnay” in tutto e per tutto. Questo Pinot Noir sorprende per eleganza: nasce da vigne vecchie (50 anni) situate proprio al confine tra Mersault e Volnay, rubandone lo stile setoso e profumato. Grazie a una gestione rigorosa di vigne di 50 anni coltivate in biodinamica, questo Pinot Noir offre molto più di un semplice vino regionale: è profondo, speziato e strutturato, con l’eleganza terrosa tipica della Côte de Beaune. Un rosso per iniziare seriamente la scalata verso i grandi vini della Borgogna a un prezzo introvabile.

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Pierre Morey: Il Guru di Meursault e l’Eredità di Domaine Leflaive

Nel panorama della Côte de Beaune, pochi nomi evocano rispetto e reverenza come quello di Pierre Morey. Considerato una vera e propria leggenda vivente, Morey non è solo un vignaiolo: è il custode di una memoria storica che a Meursault affonda le radici nel 1793. La sua statura di “guru” della Borgogna deriva da un percorso straordinario che unisce un’eredità familiare unica a un ruolo chiave nella storia di due dei Domaine più prestigiosi al mondo.

Le Radici e l’Epoca dei Mezzadri
La storia inizia molto prima della fondazione dell’attuale Domaine. Nel 1935, il padre Auguste Morey divenne mezzadro per il leggendario Domaine des Comtes Lafon. In quegli anni difficili post-crisi del ’29, le grandi famiglie proprietarie faticavano a gestire le terre e si affidavano a vignaioli esperti come i Morey. Per decenni, i vini prodotti dalla famiglia sono stati il “motore nascosto” di etichette blasonate, commercializzati in parte come Auguste Morey-Genelot. Solo nel 1971 Pierre fonda ufficialmente il proprio Domaine, iniziando gradualmente a riprendere il controllo diretto delle vigne man mano che i contratti di mezzadria con Lafon scadevano (un processo conclusosi nel 1991).

L’Era Leflaive e la Svolta Biodinamica
La fama planetaria di Pierre Morey, tuttavia, è legata indissolubilmente al suo ruolo di Régisseur (direttore tecnico) presso il Domaine Leflaive a Puligny-Montrachet. Dal 1988 al 2008, Morey è stato la mente e la mano dietro alcuni dei più grandi vini bianchi della storia moderna. È stato lui, visionario e rigoroso, a guidare la conversione alla biodinamica sia da Leflaive che nella propria tenuta, ottenendo la certificazione completa nel 1997. Una scelta allora radicale, nata dall’osservazione del declino della salute dei suoli e dalla scomparsa della fauna locale, che oggi rende i suoi vini vibranti, longevi e profondamente territoriali.​

Il Presente: Tre Generazioni in Vigna
Oggi il Domaine Pierre Morey si estende su circa 10 ettari nei comuni di Meursault, Puligny-Montrachet, Pommard e Monthelie. La gestione è saldamente nelle mani della figlia Anne Morey, che affianca il padre da anni portando avanti la stessa filosofia di “non-interventismo ragionato”. Dal 2020, anche il figlio di Anne, Jean-Victor, è entrato in azienda, assicurando il futuro di questa dinastia del vino.​

Parallelamente, la famiglia gestisce Morey-Blanc, un’attività di négociant-éleveur di altissimo profilo fondata nel 1992. Qui, Pierre e Anne applicano lo stesso rigore dei vini del Domaine, acquistando uve da parcelle selezionate e curandone personalmente vinificazione e affinamento, per offrire una gamma che spazia dai “village” ai Grand Cru più rari.

I vini di Pierre Morey sono celebri per la loro rettitudine: austeri in gioventù, richiedono tempo per dispiegare una complessità minerale e una struttura che sfidano i decenni. Sono, senza dubbio, l’espressione più pura e intellettuale di Meursault.


Il Vino

Etichettato oggi con la denominazione Bourgogne Côte d’Or (che dal 2017 identifica i vini regionali provenienti esclusivamente dai comuni nobili della Côte d’Or), questo Pinot Noir è un “village in incognito”. Le uve provengono infatti interamente dal comune di Meursault, da parcelle situate prevalentemente a nord, al confine con Volnay.
Gestite in regime biodinamico, le vigne hanno un’età media di oltre 50 anni e affondano le radici in suoli argillosi profondi. In cantina, Anne Morey applica un approccio delicato: le uve vengono diraspate al 100% e fermentano spontaneamente con lieviti indigeni in tini aperti, con estrazioni soffici per preservare la finezza del frutto.
L’affinamento avviene per 12-15 mesi in botti di rovere usate (pièces), seguito da un breve passaggio in acciaio prima dell’imbottigliamento. Il risultato è un vino di struttura atipica per la categoria: offre un frutto rosso croccante (ciliegia, lampone) ma con una trama tannica fitta e una vena terrosa che ricordano i vicini Volnay. Austero in gioventù, si apre magnificamente dopo 3-4 anni.​


Scheda Tecnica

Provenienza: Francia, Borgogna, Côte de Beaune

Denominazione: Bourgogne Aligotè AOC

Vitigno: 100% Pinot Noir

Annata: 2023

Alcol: 13%

Formato: 0,75 l

Affinamento: 12 mesi in botti di rovere usato + 4 mesi in vasche di acciaio inox

Abbinamenti: Ideale con pollame nobile (faraona arrosto, anatra all’arancia), vitello tonnato alla piemontese o un classico filetto ai funghi porcini. Perfetto anche con formaggi a media stagionatura come il Reblochon o un Brie fermier.

 

Peso 1 kg
Annata

2023

Colore

Rosso

Regione

Francia | Borgogna

Filosofia Produttiva

Artigianale, Biodinamico, Lieviti indigeni, Triple A

Allergeni

Solfiti