L’Azienda Agricola Foradori si trova a Mezzolombardo, nel cuore del Campo/Piana Rotaliana, la culla del Teroldego, circondata dall’anfiteatro delle Dolomiti trentine. Fondata ai primi del ’900 e passata alla famiglia Foradori nel 1939, è oggi alla quarta generazione di vignaioli, impegnati a far crescere piante che mantengano la loro spontaneità espressiva. Il legame tra questa pianura alluvionale e il vitigno autoctono Teroldego è profondo e documentato da secoli, ma è con Elisabetta Foradori che il vitigno conosce la sua vera rinascita qualitativa e identitaria.
Elisabetta prende in mano l’azienda negli anni ’80 e, insieme al compagno Rainer Zierock, avvia un lungo lavoro di selezione massale e recupero degli antichi genotipi di Teroldego, con l’obiettivo di rigenerarne la biodiversità genetica e la capacità di raccontare il territorio. La conversione all’agricoltura biodinamica inizia nel 2002 e trasforma la tenuta in un vero organismo agricolo, dove vigneto, suolo e uomo dialogano in modo circolare. Oggi i figli Emilio, Theo e Myrtha Zierock portano avanti questo percorso: Emilio segue la parte enologica, Theo lo sviluppo aziendale e Myrtha ha spinto con decisione sulla diversificazione agricola e sull’orticultura tra i filari.
La filosofia resta quella dei “custodi della terra”: accompagnare le piante secondo i ritmi della natura e lasciare che il vino si evolva lentamente, spesso utilizzando anfore di terracotta (tinajas) per esaltare la purezza del frutto.
Dalla tradizione del Granato alle sperimentazioni in anfora di Morei e Sgarzon, fino ai bianchi di Cognola (Nosiola e Manzoni), i vini Foradori sono specchi sinceri e vibranti del Trentino, liberi da chimica e artifici.
Il vino
Il Fontanasanta Manzoni Bianco nasce sulle colline di Cognola, sopra Trento, su suoli argilloso-calcarei ricchi di “Fontanasanta” (una particolare argilla rossa). Prodotto da Incrocio Manzoni (6.0.13) in purezza, questo vino dimostra la potenza del biodinamico anche sui bianchi.
La vinificazione prevede una macerazione sulle bucce di circa 1 settimana in vasche di cemento, necessaria per estrarre la struttura e la componente aromatica spessa della buccia del Manzoni.
A differenza dei rossi che vanno in anfora, qui si sceglie l’affinamento in botti di acacia per circa 12 mesi. Questa scelta è fondamentale: il legno di acacia rispetta la nota floreale del vitigno senza coprirla con tostature vanigliate, preservando la freschezza alpina.
Al naso è un vino “tattile”: fiori di campo, miele d’acacia, mela cotogna, spezie dolci e una vena minerale gessosa. In bocca ha il corpo di un rosso ma l’acidità tagliente di un Riesling, con un finale salino lunghissimo.
Provenienza: Italia, Trentino-Alto Adige
Denominazione: Vigneti delle Dolomiti IGT
Vitigno: 100% Manzoni Bianco
Annata: 2024
Alcol: 13%
Formato: 0,75 l
Affinamento: 12 mesi in botti di acacia da 20-40 hl
Abbinamenti: Perfetto con risotti ai funghi porcini, carni bianche in umido (coniglio alla ligure), o formaggi di malga di media stagionatura. Sublime con il baccalà alla vicentina
Premi/Punteggi: 98/100 James Suckling, 94/100 Wine Enthusiast, 93/100 Doctor Wine, 92/100 Vinous Antonio Galloni, 92/100 Wine Spectator [annate precedenti]









