1975: due giovani, due ettari poche risorse, qualche idea molto coraggio, un sogno.
Pionieri della viticoltura eroica: il sogno era produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente sulla collina di Faedo, collina che a detta di molti possedeva una ridotta vocazione vitata. Arrivando un giorno ad un vino dove la chimica non è ammessa, dove tutto deve seguire un filo logico verso la purezza, la purezza assoluta. Questo, e molto più è l’azienda Pojer e Sandri.
Fondata nel 1975 da Fiorentino Sandri e Mario Pojer, l’Azienda Agricola Pojer e Sandri è situata a Faedo, in Trentino. L’incontro tra Sandri, che aveva appena ereditato circa due ettari di vigneto, e Pojer, neodiplomato enologo alla scuola di San Michele all’Adige, ha dato vita a una realtà vitivinicola innovativa e di qualità. Fin dall’inizio, l’obiettivo è stato dimostrare che la zona tra il fiume Adige e la Val di Cembra poteva produrre vini di livello mondiale. Il primo vino prodotto, il Müller-Thurgau Palai del 1975, ha subito riscosso successo, segnando l’inizio di una storia ricca di soddisfazioni. Oggi, l’azienda si estende su 35 ettari di vigneti situati ad altitudini comprese tra 250 e 800 metri, coltivati con un approccio sostenibile che combina tradizione e innovazione. Pojer e Sandri è rinomata per la produzione di vini eleganti e autentici, che riflettono il carattere unico del territorio trentino. Oltre ai vini, l’azienda produce distillati e aceti di alta qualità, frutto di una costante ricerca e sperimentazione.
Il Vino
Vino bianco da vendemmia posticipata, dal profumo intenso leggermente aromatico.
Nota: la località Palai a Faedo è da sempre sinonimo di grande Müller Thurgau. Negli anni ‘70, per Veronelli, il riferimento assoluto era quello qui prodotto da Pojer e Sandri. Oggi, dopo 50 anni, l’azienda rende omaggio a questa varietà, che ha trovato qui il suo habitat ideale.
Provenienza: Italia, Trentino Alto-Adige
Vitigno: Muller Thurgau 100%
Annata: 2021
Alcol: 12,5%
Formato: 0,75 l
Affinamento: in acciaio inox e legno
Abbinamenti: La sua vena acidula e leggermente aromatica lo rende suadente compagno sia ai piatti di pesce della gran cucina che alle semplici cotture in umido di pesci d’acqua dolce. Trova in ogni modo legittima sublimazione con gli strangolapreti al burro e salvia, piatto tipicamente trentino, e generalmente con tutti i piatti aromatizzati con erbe. Non disdegna di essere offerto come aperitivo.














