“Valle Cupa” 2021 – Apollonio

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Figlio della “Valle della Cupa”, culla baciata dal sole, questo vino è l’abbraccio armonioso tra i due giganti del Salento: la forza oscura del Negroamaro e la morbidezza solare del Primitivo. Ricco, denso e speziato, è un rosso che riempie il palato di velluto e ricordi di frutta matura. Un classico intramontabile per chi cerca la potenza pugliese senza rinunciare all’eleganza.

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Apollonio 1870 – L’Arte dell’Invecchiamento nel Cuore del Salento

La storia della famiglia Apollonio è indissolubilmente intrecciata con il destino del vino pugliese fin dal 1870. Quella che partì come una sfida di Noè Apollonio a Monteroni di Lecce è oggi un’Impresa Storica d’Italia (iscritta all’Unione Imprese Centenarie Italiane) che esporta l’eccellenza del Salento in oltre 30 Paesi.

La filosofia della maison è controcorrente rispetto alle mode del “tutto e subito”: Apollonio è sinonimo di pazienza. Specialista indiscusso delle lunghe maturazioni, convinto che i grandi vitigni autoctoni del Salento abbiano bisogno di tempo per domare la loro irruenza e rivelare la loro anima nobile. In cantina, il legno è protagonista ma mai tiranno: barrique, tonneau e grandi botti di rovere di Slavonia cullano i vini per anni, smussando i tannini e regalando quella morbidezza avvolgente che è la firma stilistica della casa. I loro rossi – dal mitico Divoto (Riserva di Copertino) al Valle Cupa – sono vini monumentali, caldi e mediterranei, capaci di sfidare i decenni senza perdere un grammo della loro potenza.

A guidare questa eccellenza sono i fratelli Marcello e Massimiliano Apollonio. La guida tecnica è affidata a Massimiliano, enologo di caratura internazionale (già Presidente Assoenologi Puglia, Basilicata e Calabria, oggi nel Consiglio Nazionale e membro dell’Accademia dei Georgofili).

Grazie alla sua esperienza maturata tra Italia, Francia e Spagna, Massimiliano supervisiona personalmente ogni fase — dalla vigna all’imbottigliamento — garantendo vini che uniscono la potenza del territorio a una qualità superiore innovativa. Non a caso, è giudice stimato nei concorsi mondiali come il Mundus Vini e il 5StarWines.

I vini di Apollonio sono monumenti liquidi al territorio: potenti, evoluti e capaci di sfidare i decenni, frutto di una storia di terra e passione che non accetta scorciatoie.


Il Vino incontra la Cultura: Il Premio Apollonio
La famiglia Apollonio vanta un’antica consuetudine con il mondo della cultura e dello spettacolo, vocazione che nel 2005 si è concretizzata nel Premio Apollonio. L’evento, che apre l’estate salentina nel Rettorato dell’Università del Salento a Lecce, si avvale della direzione artistica di Neri Marcorè (dopo il contributo iniziale di Serena Dandini).
Nato dal desiderio di Marcello e Massimiliano di omaggiare i propri genitori e i pugliesi (di nascita o d’adozione) che danno lustro alla terra nel mondo, il premio ha visto tra i suoi protagonisti nomi illustri come Renzo ArboreGiuliano Sangiorgi, Ferzan Ozpetek, il Premio Oscar Helen MirrenJohn Turturro. Tra gli ospiti che hanno calcato questo palco d’eccezione figurano artisti del calibro di Franco Battiato, Francesco De Gregori e Gianni Morandi, a testimonianza di come il vino, per Apollonio, sia un veicolo di bellezza a 360 gradi.


Il Vino

Il “Valle Cupa” prende il nome dalla depressione carsica naturale situata vicino a Monteroni di Lecce, una zona storicamente vocata alla viticoltura. Questo rosso nasce da un blend paritario e collaudato: 50% Negroamaro per la struttura e i tannini, e 50% Primitivo per la morbidezza e il frutto esplosivo. Le uve provengono da vecchi alberelli che garantiscono basse rese e alta concentrazione.

La vinificazione è tradizionale, con una lunga fermentazione in grandi tini di legno, ma è l’affinamento a definirne il carattere: il vino riposa per 12 mesi in barrique (mix di rovere francese e americano) e ulteriori 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Il risultato è un calice color rubino profondo, che offre un naso avvolgente di confettura di more, prugna secca, vaniglia e tabacco dolce. In bocca è potente (15% vol.) ma sorprendentemente vellutato, grazie alla dolcezza glicerica del Primitivo che “ammorbidisce” l’irruenza del Negroamaro.


Provenienza: Italia, Puglia, Salento

Denominazione: IGP Salento

Vitigno: 50% Primitivo, 50% Negroamaro

Annata: 2021

Alcol: 15%

Formato: 0,75 l

Affinamento: 12 mesi in barriques di rovere + 12 mesi in bottiglia

Abbinamenti: ideale con stracotti al vino, costolette di maiale in salsa barbecue o formaggi erborinati non troppo piccanti

 Premi/Punteggi: 93/100 Luca Maroni

 

 

Peso 1 kg
Colore

Rosso

Regione

Italia | Puglia

Annata

2021

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