“Non pretendo che i miei vini piacciano a tutti” è la premessa/promessa di Stanko Radikon. In effetti i suoi vini sono estremi, radicali, da amare o odiare.
Sta di fatto che la cantina Radikon è uno dei principali punti di riferimento del movimento naturale italiano e internazionale. Siamo a Oslavia, l’epicentro sismico degli Orange Wines, su quelle colline di Ponca (marna e arenaria stratificata) che segnano il confine tra Collio e Slovenia.
Il percorso di ricerca di Stanko Radikon parte dalla fine degli anni 70, nella campagna goriziana: il ripudio dell’acciaio e la scommessa sulla barrique, con la produzione di grandi Merlot. Poi le lunghe macerazioni (fino a 4 mesi) sulle bucce di uve bianche in grandi tini a tronco conico che sostituiscono le barrique, che darà origine ai cosiddetti orange wines, assieme al collega, amico e concorrente Josko Gravner. La cantina, oggi diretta dal figlio Sasa, continua producendo seguendo gli stessi metodi artigianali.
Amarli o odiarli, si diceva. Ma se li si ama, poi non se ne potrà più fare a meno. Noi di Vinopoly.it li amiamo.
Chi sceglie Radikon non beve solo vino, beve un pezzo di storia della viticoltura naturale.
Il Vino
Sivi (Pinot Grigio Ramato)
Il Sivi (che in sloveno significa “grigio”) è la versione S-Line del Pinot Grigio, firmata da Saša Radikon. Dimenticate il Pinot Grigio pallido e neutro: questo è un vero Ramato di potenza e materia.
Le uve, provenienti dalle vigne di Oslavia su suoli di Ponca, vengono diraspate e poste in tini di rovere troncoconici dove avviene la fermentazione spontanea a contatto con le bucce per circa 10-14 giorni. Questa macerazione, più breve rispetto ai 3-4 mesi della linea “Blu”, estrae comunque un colore buccia di cipolla intenso (tendente al ramato carico) e tannini vibranti, ma preserva una freschezza di frutto più immediata.
Dopo la svinatura, il vino affina per 18 mesi in botti grandi di rovere e ulteriori 2 mesi in bottiglia prima dell’uscita. Non subisce chiarifiche né filtrazioni e contiene quantità minime di solfiti aggiunti solo all’imbottigliamento (se necessario).
Al naso è un caleidoscopio: fragoline di bosco, pompelmo rosa, spezie orientali e una nota minerale fumé tipica del terroir. In bocca è succoso, quasi “masticabile”, con un tannino levigato e un’acidità che pulisce il palato.
Ricordiamo che questi vini vanno serviti alle stesse temperature dei vini rossi e non devono essere conservati in frigorifero.
Provenienza: Italia, Friuli-Venezia Giulia
Denominazione: Venezia Giulia IGT
Vitigno: Pinot Grigio 100%
Annata: 2023
Alcol: 13%
Formato: 0,75 l
Affinamento: 12 mesi in botti di rovere dai 25 ai 35 hl
Abbinamenti: La sua struttura ramata e speziata lo rende perfetto per piatti “di confine”. Ideale con salumi affumicati (speck, prosciutto di Sauris), zuppe di pesce saporite (brodetto) o piatti della cucina asiatica speziata (pad thai, curry leggero). Ottimo anche con uova e asparagi.
Premi/Punteggi: 93/100 Vinous, 93/100 Wine Spectator [annate precedenti]











