1975: due giovani, due ettari poche risorse, qualche idea molto coraggio, un sogno.
Pionieri della viticoltura eroica: il sogno era produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente sulla collina di Faedo, collina che a detta di molti possedeva una ridotta vocazione vitata. Arrivando un giorno ad un vino dove la chimica non è ammessa, dove tutto deve seguire un filo logico verso la purezza, la purezza assoluta
Il Vino
Da terreni abbandonati negli anni 50/60 è nato il Progetto Zero. Progetto dove barbatelle di viti interspecifiche ne sono le protagoniste. Barbatelle nate a Freiburg (Germania) per incrocio (impollinazione) tra Vitis Silvestre (Labrusca – Amurensis) e Vitis Vinifera (Europea). Il carattere distintivo di queste varietà è la notevole resistenza alle malattie fungine: peronospora e oidio portata dal sangue “silvestre” e la piacevolezza olfattiva, gustativa dovuta alla prevalenza delle varietà Europee all’interno dell’incrocio.
Il risultato di ottant’anni di lavoro di ricerca (Francia-Russia-Germania) e trentanove vendemmie in cantina a Faedo per arrivare alla purezza…il frutto della vite trasformato in vino, senza alcuna aggiunta esogena.
Zero Infinito: zero insetticidi, zero deriva, zero chiarificanti, zero funghicidi, zero lieviti commerciali liofilizzati, zero trattamenti chimici, zero solforosa, zero filtrazioni, zero antiossidanti, zero impatto chimico
Decantato in caraffa per chi lo preferisce limpido o addirittura “agitato prima dell’uso” per chi ama la versione rustica contadina. Nel primo caso il deposito che rimane in bottiglia è l’ideale per un risotto “col fondo” estremamente naturale. Acidi organici, lieviti ma soprattutto il cremor tartaro (il sale del vino) portano al piatto sapidità senza usare il sale da cucina.
Provenienza: Italia, Trentino Alto-Adige
Vitigno: Solaris 100%
Annata: 2020
Alcol: 12%
Formato: 0,75 l
Affinamento: in bottiglia
Abbinamenti: da accompagnare con antipasti a base di salumi.