Salice Salentino Bianco DOP “Mani del Sud” DOP 2024 – Apollonio

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Chi ha detto che il Salento è solo rosso? “Mani del Sud” Bianco è la prova contraria. Apollonio gioca con due vitigni nobili (Chardonnay e Sauvignon) trattandoli con cura sartoriale: il passaggio in botti di acacia è il tocco di classe che fa la differenza. Non è il solito bianco leggero da aperitivo, ma un vino di struttura, morbido e profumato, capace di reggere l’intero pasto. Fresco ma avvolgente, è la scelta ideale per chi cerca un bianco con una marcia in più.

 

 

16,90

3 disponibili

Apollonio 1870 – L’Arte dell’Invecchiamento nel Cuore del Salento

La storia della famiglia Apollonio è indissolubilmente intrecciata con il destino del vino pugliese fin dal 1870. Quella che partì come una sfida di Noè Apollonio a Monteroni di Lecce è oggi un’Impresa Storica d’Italia (iscritta all’Unione Imprese Centenarie Italiane) che esporta l’eccellenza del Salento in oltre 30 Paesi.

La filosofia della maison è controcorrente rispetto alle mode del “tutto e subito”: Apollonio è sinonimo di pazienza. Specialista indiscusso delle lunghe maturazioni, convinto che i grandi vitigni autoctoni del Salento abbiano bisogno di tempo per domare la loro irruenza e rivelare la loro anima nobile. In cantina, il legno è protagonista ma mai tiranno: barrique, tonneau e grandi botti di rovere di Slavonia cullano i vini per anni, smussando i tannini e regalando quella morbidezza avvolgente che è la firma stilistica della casa. I loro rossi – dal mitico Divoto (Riserva di Copertino) al Valle Cupa – sono vini monumentali, caldi e mediterranei, capaci di sfidare i decenni senza perdere un grammo della loro potenza.

A guidare questa eccellenza sono i fratelli Marcello e Massimiliano Apollonio. La guida tecnica è affidata a Massimiliano, enologo di caratura internazionale (già Presidente Assoenologi Puglia, Basilicata e Calabria, oggi nel Consiglio Nazionale e membro dell’Accademia dei Georgofili).

Grazie alla sua esperienza maturata tra Italia, Francia e Spagna, Massimiliano supervisiona personalmente ogni fase — dalla vigna all’imbottigliamento — garantendo vini che uniscono la potenza del territorio a una qualità superiore innovativa. Non a caso, è giudice stimato nei concorsi mondiali come il Mundus Vini e il 5StarWines.

I vini di Apollonio sono monumenti liquidi al territorio: potenti, evoluti e capaci di sfidare i decenni, frutto di una storia di terra e passione che non accetta scorciatoie.


Il Vino incontra la Cultura: Il Premio Apollonio
La famiglia Apollonio vanta un’antica consuetudine con il mondo della cultura e dello spettacolo, vocazione che nel 2005 si è concretizzata nel Premio Apollonio. L’evento, che apre l’estate salentina nel Rettorato dell’Università del Salento a Lecce, si avvale della direzione artistica di Neri Marcorè (dopo il contributo iniziale di Serena Dandini).
Nato dal desiderio di Marcello e Massimiliano di omaggiare i propri genitori e i pugliesi (di nascita o d’adozione) che danno lustro alla terra nel mondo, il premio ha visto tra i suoi protagonisti nomi illustri come Renzo ArboreGiuliano Sangiorgi, Ferzan Ozpetek, il Premio Oscar Helen MirrenJohn Turturro. Tra gli ospiti che hanno calcato questo palco d’eccezione figurano artisti del calibro di Franco Battiato, Francesco De Gregori e Gianni Morandi, a testimonianza di come il vino, per Apollonio, sia un veicolo di bellezza a 360 gradi.


Il Vino

Un bianco sorprendente che unisce l’internazionalità al terroir salentino. Nasce da un blend di Chardonnay (80%) e Sauvignon Blanc (20%) coltivati ad alberello pugliese su terre calcareo-argillose.
La particolarità sta nella vinificazione separata: lo Chardonnay fermenta in acciaio per preservare la freschezza, mentre il Sauvignon Blanc fermenta e affina in barrique di acacia per 3 mesi. Questa scelta tecnica (l’acacia è più delicata del rovere) dona al vino note floreali dolci senza coprire l’acidità, creando una texture setosa.
Giallo paglierino brillante, al naso offre un bouquet elegante: fiori di campo, pesca bianca, note erbacee fini (salvia) e un tocco di miele d’acacia. In bocca è secco ma morbidissimo, rotondo, con un finale ammandorlato tipico del Salento.​


Provenienza: Italia, Puglia, Salento

Denominazione: Salice Salentino Bianco DOP

Vitigno: Chardonnay (80%) e Sauvignon Blanc (20%)

Annata: 2024

Alcol: 13%

Formato: 0,75 l

Affinamento: 3 mesi in barrique di acacia

Abbinamenti: La sua struttura chiama piatti saporiti. Perfetto con spaghetti alle vongole veraci, rombo al forno con patate o formaggi freschi come una burrata pugliese.

 Premi/Punteggi: 93/99  Luca Maroni

 

Peso 1 kg
Colore

Bianco

Regione

Italia | Puglia

Annata

2024

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